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La Ceramica

 

Presentiamo qui di seguito alcune informazioni sul nostro materiale, del quale la nostra famiglia è legata da più di quarant’anni.

 

 

Pensieri tratte dalle nostre memorie:

  •  Secondo noi la Ceramica è un materiale unico che ti da modo di realizzare le tue fantasie, ti lascia ancora oggi dopo oltre 13.000 anni dalla sua invenzione, realizzare un articolo unico per forma o per colore, in modo da distinguerti da tutto il mondo.

  • E’ per questo che la Arte Fabris continua a investire per divulgare l’arte che la nostra esperienza ci ha insegnato, con un rapporto con i nostri clienti che va oltre all’acquisto, ma può diventare un progetto comune, che parte da un’idea per terminare in realtà, un’oggetto unico che arriva da voi!

  • La Ceramica è storia, la Ceramica è terra, la Ceramica sono idee, la Ceramica è artigianalità, La Ceramica è stata il primo materiale d’aiuto inventato dell’uomo… Noi pensiamo che lo sia e lo possa essere ancora per molti anni…

                                                 Idee+Terra+Acqua+Fuoco+Artigianalità = Ceramiche Arte Fabris

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Cenni storici

Image titleLa ceramica è probabilmente il primo materiale conosciuto e utilizzato dall’uomo, i primi reperti risalgono già al periodo Preistorico. Questo materiale ha seguito l’evoluzione del genere umano passo passo, dai primi vasellami cotti direttamente sul fuoco, ai successivi oggetti migliorati grazie l’introduzione del tornio. In Europa la prima ceramica dipinta fece capolino alle soglie del III millennio a.C. Ben più tardi intorno al VIII secolo d.C. appare una novità nella storia di questo materiale: l’introduzione della porcellana. Nel Medioevo le ceramiche venivano realizzate al tornio, cotte al forno e impermeabilizzate con vernice vetrosa, solo dopo il XIII secolo si cominciò ad usare anche altri colori con decorazioni più ricercate. Alla fine dell’Ottocento la produzione della ceramica ad livello industriale prende corpo grazie alla scoperta di alcune tecniche industriali, seguite poi negli anni cinquanta dalle prime presse automatiche e forni a “tunnel”. Queste tecniche aiutano la produzione su scala medio-larga per far fronte al mercato in crescita, ma è negli anni 1960/1970 che il mercato della ceramica vede in Italia una vera impennata. . Dagli anni ottanta in poi, infine, ci si è concentrati soprattutto sulle tecniche di cottura veloce (cottura rapida monostrato) e sulla riduzione dell'impatto ambientale della produzione. Da pochi anni vengono utilizzati anche per la costruzione di dischi per impianti frenanti, mescole di carbonio e ceramica, in grado di diminuire l'effetto del fading; e poi anche per il suo peso contenuto; ancora in fase di progetto viene montato solo su vetture di alto livello, come Ferrari, Porsche e Lamborghini.


Cos’è la Ceramica

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La ceramica che tradotta dal Greco significa “argilla” = “Terra da vasaio”, è un materiale inorganico composto, non metallico, molto plasmabile allo stadio naturale, molto duro dopo la cottura. Con la ceramica si possono produrre diversi oggetti, quali oggetti decorativi, stoviglie, materiali edili, pavimentazioni ecc. Speciali composizioni ceramiche vengono utilizzate in lavori ad alta resistenza al calore, per la sua caratteristica di alto punto di fusione. La colorazione della ceramica può variare a seconda degli ossidi cromofori contenuti nelle argille (giallo, arancio, rosso e bruno = ossidi di ferro; da bianco a giallo con ossidi di titanio)

 



L'argilla

E’ un materiale molto duttile, in quanto all’interno della propria struttura contiene presenza di acqua, migliorandone le qualità plastiche rendendola molto facile da lavorare anche solo con le mani. Una volta asciutta, ma non ha ancora subito il processo di cottura, diventa rigida ma altrettanto fragile. Proseguendo con il riscaldamento otterremo un materiale permanentemente solido.Image title

Il ciclo produttivo

Il ciclo produttivo varia in base al risultato che si desidera ottenere e in base a che tipo di produzione: artigianale o industriale.


 Produzione artigianale:

Selezione e preparazione dell'argilla

L'argilla viene anzitutto selezionata per la lavorazione che si intende portare avanti. Deve venire ripulita dalle impurità e per ottenere questo si procede alla fase della stagionatura. Successivamente viene sciolta in acqua per la lavatura. Infine subisce una ulteriore depurazione per eliminare le residue impurità e soprattutto per affinarla, togliendo le particelle a granulometria più grossolana.

Lavorazione dell'argilla

Selezionata e ripulita, si procede a impastare l'argilla. Questa fase tende a eliminare eventuali bolle d'aria e a renderla compatta, per prevenire il formarsi di crepe nel prodotto finito. All'impasto si aggiunge, talvolta, della "chamotte", ovvero polvere ottenuta dalla macinazione della ceramica precedentemente cotta, con lo scopo soprattutto di rendere il prodotto resistente agli sbalzi repentini di calore.


Modellazione da noi utilizzata:

image25   Modellazione a stampo

In questa modellazione si prepara, anzitutto, uno stampo in gesso, che replica l'oggetto che si intende riprodurre. Quindi vi si cola dentro argilla liquida chiamata anche colaggio e dopo un tempo adeguato in cui il gesso fornisce all'oggetto sufficiente spessore, assorbendo l'acqua del colo, il colaggio superfluo viene versato e si attende pazientemente che l'oggetto asciughi. Viene quindi estratta dallo stampo e rifinita a mano. Dopo un tempo utile all'asciugatura, il pezzo verrà poi messo in forno per la 1ª cottura (biscotto). Vi sono altri tipi di formatura con stampo in gesso a calco, si forma una lastra di argilla di circa 10/15 mm di spessore a seconda della grandezza del pezzo, si procede fornendo una pressione omogenea all'impasto argilloso per non variare gli spessori dell'oggetto da riprodurre sino a coprire tutta la superficie dello stampo.

 

 

 Modellazione a pressatura

Un altro procedimento è chiamato a pressatura (o procedimento RAM). Viene usata argilla più dura e vengono usate due matrici di stampo, una maschio e una femmina, e una che si incastra sull'altra lasciando all'interno il vuoto che viene occupato dall'argilla. Gli stampi si montano su una macchina che si chiama pressa, ponendoli uno di fronte all'altro, con una dose di argilla sufficiente per foggiare l'oggetto quando la macchina inizia il suo ciclo. Le due superfici si avvicinano e foggiano l'argilla all'interno dello stampo.

 

 

 Ritoccare/Governare

Questo procedimento è d'obbligo sia nella modellazione a stampo che nella modellazione a pressatura. In quanto lo stampo è sempre formato da almeno due parti, le quali formano delle irregolarità nella linea di giunto. Questa irregolarità viene tolta con un ulteriore passaggio chiamato in gergo "governare", non è altro che togliere la sbavatura lungo il perimetro di giunzione delle due parti del stampo, in modo da avere una superficie tutta omogenea. Questa azione viene svolta a mano, aiutati di poca atrezzatura come spugne, lancette e acqua.

 

Essiccazione

Qualunque sia la tecnica che si è adottata, è necessario che gli oggetti d’argilla essicchino completamente all'aria. A questa fase va dedicata una particolare cura. Una essicazione omogenea e uniforme è garanzia di durevolezza dell'oggetto finito e soprattutto della coerenza della sua forma: una essiccazione non uniforme può generare deformazioni. Solo dopo questa fase si può procedere alla cottura. L'essiccazione, infatti, consente che l'oggetto perda l'umidità residua e la sua plasticità. Viene così fissata la forma che si è inteso dargli. Dopo un certo tempo di essiccazione l'argilla raggiunge lo stadio adatto ad essere incisa e decorata. Tale stadio è detto della stadio della durezza cuoio: l'argilla è infatti già indurita, ma mantiene ancora una certa residua plasticità.

 

Cottura

Terminata la delicata fase dell'essiccazione si procede con quella della cottura. Questa avviene in forni appositi, che raggiungono temperature che possono andare oltre i 1000 °C. Il processo può durare anche molte ore. È infatti necessario che la temperatura segua curve di crescita e decrescita graduali e prestabilite, e che tutte le varie fasi abbiano una durata prestabilita. In seguito alla cottura il prodotto subisce un'ulteriore riduzione di volume.

 

 

Smaltatura e decorazione

 A FREDDO, con questo termine vogliamo specificare che sono colori applicati dopo la fase di prima cottura dove si ottiene il semilavorato (chiamato biscotto). Questi tipi di colori vengono assorbiti dal prodotto semilavorato, molto spesso aiutati da un sottofondo che crea un velo di aggrappante. Una volta ultimata la decorazione, che si può effettuare tramite aerografo, o a mano da pennelli, si possono aggiungere delle applicazioni di foglia d’oro/argento/bronzo. Alla fine del procedimento di colorazione del pezzo, si utilizzano delle vernici che proteggono e mantengono nel tempo i colori.

 

 

A CALDO, con questo termine vogliamo specificare la colorazione “classica”, si intende colorazione con smalti passati in forno. Hanno un aspetto in genere più lucido.
La smaltatura classica, pertanto viene applicata al semilavorato (chiamato biscotto). Anche per la smaltatura vi sono svariate tecniche: smaltatura ad aerografo, smaltatura per immersione, pittura a smalto. Dopo la decorazione e la smaltatura si procede con una seconda cottura, il cui scopo è quello di fissare lo smalto all'oggetto. Come si è detto, gli oggetti sottoposti a smaltatura classica devono subire una seconda cottura per fissare i colori. Tale cottura si attua in forno ad una temperatura compresa tra i 850 e i 970 °C, a seconda dei fondenti utilizzati nello smalto e sempre al di sotto della temperatura utilizzata per la prima cottura. Questa seconda cottura porterà lo smalto a vetrificare, rendendolo lucido e impermeabile.

P.S.= Poiché c’è dell'umidità nello smalto, ci sono quindi pericoli di rottura in fase di seconda cottura.

Tutto questo incide nel prezzo, in quanto un articolo decorato “A CALDO” sarà più costoso del stesso finito “A FREDDO”.